OLTRE IL DOVERE: IL SENSO DEL VOLERE

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charliebrownCresciamo con il “devi fare il bravo” e il “devi andare a letto presto” dei genitori, il “devi studiare” degli insegnanti e poi il “devi portare a termine questo progetto” del capo al lavoro o il “devi essermi fedele” del partner in amore… e impariamo così, chi più chi meno, a programmare la nostra quotidianità secondo i “fondamenti” del senso del dovere, mettendo tutto ciò che ne dipende come priorità della nostra vita (prima il dovere, poi il piacere dicono alcuni).

Molti di noi, sin da piccoli, riescono a seguire i diversi suggerimenti al meglio, senza batter ciglio, con diligenza e anche buoni risultati; mentre altri, i più “vivaci”, assumono un atteggiamento di ribellione, a volte anche difficile da controllare.

Ho molta stima dei primi, soprattutto per la disciplina con cui da sempre fanno le cose, e molta simpatia per i secondi che, nella maggior parte dei casi, ritengo essere semplicemente dei bambini con un normale desiderio di libertà, ma, purtroppo, in entrambi i casi, quando il comportamento è portato all’estremo, esiste il rischio di non riuscire a sviluppare un reale senso di volontà e di responsabilità.

Allenarsi ad esprimere se stessi secondo obblighi autoimposti (per convenzione sociale, educazione, senso di colpa, timore…) o principi dettati da altri, nei quali non ci si riconosce, può indurre a considerare come prioritaria la soddisfazione di aspettative lontane e altre da noi.

Agire, invece, seguendo una reale motivazione interna, che si muove da dentro di noi e che si fonda, ad esempio, su un nostro autentico desiderio di benessere (lo faccio perché mi fa stare bene), di curiosità (lo faccio perché mi piace scoprire cose nuove), di competenza (lo faccio perché voglio diventare sempre più esperto della materia), di amore (lo faccio perché voglio rendere felice chi mi sta attorno), permette di ottenere una gratificazione personale (e un piacere) che va al di là del riconoscimento altrui.

Scegliere di “ampliare la propria conoscenza attraverso lo studio”, “mettere in atto la propria creatività per realizzare un progetto“, “rispettare la propria compagna” etc… significa esprimere la propria volontà, quindi i propri valori, oltre che le proprie potenzialità.

[proprio = che appartiene a una determinata persona, che è veramente suo e non d’altri].

Nonostante gli apparenti vantaggi, superare i condizionamenti del “senso del dovere” non è affare così semplice poiché implica lo sforzo di un nuovo allenamento, quello di (ri)abituarsi a gestire la propria vita in completa autonomia e libertà, e, di conseguenza, diventare veramente responsabili delle proprie azioni…e dei possibili fallimenti.

Ovviamente tutto è possibile, in fondo volere è potere.


Prenditi un attimo di tempo e prova a riflettere su quali sono le azioni e le attività che dovrai svolgere nei prossimi giorni per “dovere”.

Quali di queste fai con consapevolezza e piacere e quali sono per lo più una noiosa e frustrante abitudine? Quali sono davvero in sintonia con i tuoi valori  e con ciò che per te è davvero importante?