L’ALLENAMENTO NEGATIVO

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Inizio questo nuovo anno con un articolo che introduce un argomento fondamentale per il Coaching e per una serie di altri post che verranno prossimamente, con l’auspicio che possa essere un ulteriore stimolo di riflessione.

Mi riferisco ad uno dei principali elementi che caratterizza la professione e che sta alla base dell’attività e cioè il concetto di “allenamento“, inteso come il processo di esercitazione che tende al miglioramento di una determinata abilità grazie al superamento di successivi livelli di difficoltà.

In particolare, il Coach Umanistico allena la persona sia nella scelta degli obiettivi sia nel modo per raggiungerli, attraverso l’espressione delle proprie potenzialità e la creazione di un “piano di azione”.

Il Coaching è, di fatto, un metodo di allenamento delle emozioni e delle capacità mentali di una persona orientato al raggiungimento di risultati concreti; ciò significa che intraprendere questo tipo di percorso implica avere la volontà di agire e di realizzare opere, atti, iniziative che portino alla soddisfazione, gratificazione e felicità desiderate.

abitudineCiò che però mi preme sottolineare è che, in realtà, l’essere umano si allena continuamente, anche senza la presenza di un Coach al suo fianco, lo fa attraverso la ripetizione di azioni quotidiane, quei pensieri e comportamenti che più comunemente chiamiamo abitudini. Un allenamento che ci consente di organizzare e costruire la nostra vita in modo consono ai nostri bisogni, ma che, a volte, può essere negativo. Senza che ce ne rendiamo conto, alcuni nostri “esercizi giornalieri” (frutto di schemi, convinzioni, modelli educativi, etc..), come ad esempio il rinunciare, il disprezzarsi, il pretendere, il controllare o altri atteggiamenti anche meno significativi (mangiarsi le unghie, rimanere svegli fino a tardi, saltare il pranzo, etc..) possono procurare la frustrazione e il malessere di cui sentiamo il peso.

L’aspetto positivo è che ogni abitudine è frutto di ripetizione, quindi ogni abitudine può essere trasformata: introducendo nuovi esercizi è possibile modificare anche le pratiche più consolidate e creare un nuovo programma di allenamento funzionale ai desideri della persona.

Ma solo se lo si sceglie.