LA COMUNICAZIONE IN SINTESI

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La comunicazione non è di per sé una potenzialità così come la intendono Peterson e Seligman, ma è sicuramente una caratteristica fondamentale dell’essere umano e di assoluta importanza per l’espressione di sé e nella costruzione delle relazioni.

Oggi è un tema più che mai trasversale che accomuna tutte le nostre attività, ma, seppur sia costantemente utilizzata, spesso non se ne conoscono davvero i principi e i meccanismi.

Cercherò con questo articolo di semplificare in alcuni punti le costanti che stanno alla base di ogni processo comunicativo sperando di fornirvi alcuni strumenti in più per gestire al meglio i vostri rapporti.

PREMESSA
Il nostro modo di comunicare è strettamente collegato alla nostra identità e dipende dall’insieme di caratteri che ci definisce rispetto agli altri: l’età, l’educazione che abbiamo ricevuto, le diverse esperienze lavorative, personali e sentimentali, la consapevolezza che abbiamo di noi stessi, etc.. Ciò significa che esistono differenti modi di comunicare, che cambiano nel tempo (così come le persone) e sono influenzati dal nostro livello di autostima, oltre che dalle nostre “corazze”, paure, emozioni, difficoltà.

Pensate, ad esempio, a come eravate da adolescenti e a come siete oggi? interagite allo stesso modo con gli altri? e i vostri compagni di classe, nonostante abbiate la stessa età e abbiate fatto lo stesso percorso scolastico, comunicano come voi? usano lo stesso linguaggio? sono più espansivi o lo sono meno?; e se avete fratelli o sorelle, con cui avete condiviso lo stesso ambiente famigliare, troverete sicuramente dei tratti distintivi che vi differenziano: uno in casa non parla mai, ma fuori dicono che è un gran chiacchierone, l’altro ti corregge se sbagli la coniugazione del verbo.

Quando comunichiamo trasmettiamo sempre agli altri
chi siamo, come ci percepiamo o chi vorremmo essere,
anche se non ce ne rendiamo conto

1. NON SI PUÒ NON COMUNICARE

Ogni tipo di comportamento o atteggiamento che mettiamo in atto assume per gli altri un significatosilenzi, indifferenza, passività e inattività sono forme di comunicazione tanto quanto conversazioni, lettere o immagini.

Pensate banalmente a quando mandate un SMS ad una persona e non vi risponde: potremmo dire che non ha comunicato, ma in realtà a voi è comunque arrivato un “messaggio”, un’informazione (anche se non del tutto esplicita) a cui darete un valore, un’interpretazione (chissà perchè non risponde? potrebbe anche farsi sentire! sarà impegnata…).

 Comunichiamo sempre qualcosa,
anche in modo involontario, non intenzionale, non conscio ed inefficace

2. QUELLO CHE ABBIAMO COMUNICATO È QUELLO CHE L’ALTRO HA CAPITO

Di solito diamo per scontato che il contenuto della nostra comunicazione sia chiaro ed inequivocabile, in realtà esiste una grande differenza tra ciò che viene detto e ciò che viene compreso poiché quel contenuto si combina, nella mente di chi la riceve, con una serie di altri elementi soggettivi e personali.

Ripensate a tutte le volte che avete discusso su una questione, ripetendo con fermezza le stesse cose per cercare di far capire all’altro il vostro punto di vista e poi ad un certo punto vi siete ritrovati a dire “ma io non intendevo dire quella cosa…”; immaginate, ad esempio, una donna che parla col marito e le dice: “per il matrimonio vorrei mettere il vestito rosso, cosa dici?” ed il marito che risponde “quale?” – “quello che ho messo l’altra volta, al matrimonio di Stefania”; mentre lei parla, l’uomo ricorda un vestito bordeaux messo ad una cerimonia di qualche anno fa e le dice “ma non era rosso” – “certo che era rosso! con le spalline” e lui “sì, me lo ricordo, ma non era rosso”… ed immaginate questa discussione che continua fino a quando non emerge che i due avevano in mente due “rossi” differenti…. quante volte accade?

Comunichiamo sempre qualcosa di diverso da quello che vorremmo

3. LA COMUNICAZIONE È QUESTIONE DI PUNTI E VIRGOLE

Ogni interazione tra due persone è governata da regole e modalità di conversazione implicite che influenzano e identificano anche il tipo di relazione.

Pensate all’utilizzo delle formule di cortesia (grazie, prego, per favore, …) o di saluto (Buongiorno, ciao / Lei, Tu, Voi) che utilizzate senza pensarci, ma che danno un senso specifico al tipo di comunicazione e di rapporto (formale, informale, amicale, ..); oppure alle conversazioni in cui non dite tutto ciò che pensate, interrompete la frase o  fate delle pause, per imbarazzo o perchè la situazione non lo consente, e alle volte che inviate richieste implicite immaginando che l’altro possa capire, come, ad esempio, un semplice “che caldo che fa” che sottintende “puoi aprire la finestra?” o “compriamo il condizionatore!”.

Comunichiamo sempre mettendo in atto attese, speranze o chiusure

4. LE IMMAGINI COMUNICANO PIÙ DELLE PAROLE

Nella comunicazione le parole sono importanti, ma non tanto quanto i gesti, gli sguardi, il tono della voce, la postura, le espressioni: il corpo ci dice più di quanto pensiamo.

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma quando interagiamo con una persona ciò che influenza di più la nostra percezione e comprensione sono i suoi movimenti: ha abbassato gli occhi (“forse non sa come dirmelo”), ha alzato la voce (“perché si arrabbia?”) oppure si è girata di lato (“ma dove vuole andare?”… Quante volte vi è capitato di pensare: “se non me l’avesse detto in quel modo, l’avrei accettato”?

Non è ciò che comunichiamo
ma come che fa la differenza

5. LA POSIZIONE INFLUISCE SULLA COMUNICAZIONE
Ogni interazione è influenzata dal tipo di relazione e dai “ruoli” (amico, collega, moglie, capo, …) che abitualmente assumiamo nella vita di tutti i giorni.

Pensate a quando parlate con vostra moglie (come marito) oppure con vostro figlio (come padre), come cambia il vostro modo di comunicare? e quando siete voi ad essere il figlio? 

Comunichiamo sempre da un punto di vista

In sintesi?

La comunicazione si fonda fondamentalmente su un susseguirsi di incomprensioni che si risolvono tanto più velocemente e positivamente quanto più le persone coinvolte hanno elementi in comune, ma soprattutto hanno la volontà di incontrarsi e scoprire i rispettivi mondi sottintesi.