MOTIVARSI ALL’ECCELLENZA, NON ALLA PERFEZIONE

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Che cosa significa per te avere successo? chiedo
Essere perfetto, impeccabile, non sbagliare mai – risponde. Nel suo sguardo brilla una forte determinazione, ma anche una nota di tristezza.

E a che punto sei? – richiedo
Molto lontano, altrimenti non sarei qui. E la tristezza negli occhi si trasforma in frustrazione.

Spesso la concezione di felicità di una persona è la principale fonte di malessere che impedisce di avere risultati soddisfacenti nell’espressione delle proprie potenzialità. In questo caso, ciò che influisce in modo negativo sul conseguimento degli obiettivi è il rapporto con l’idea di perfezione: un’ambizione alla qualità assoluta, che diventa però un ostacolo insuperabile, generato dalla persona stessa.

Il perfezionista, infatti, tende a chiedere a se stesso prestazioni costantemente al massimo delle proprie possibilità, se non al di sopra, senza mai ottenerle veramente; è concentrato sul traguardo, a volte idealizzato e con poco senso di realtà, perdendo di vista il processo (fondamentale) che porta al suo raggiungimento. Frequentemente sviluppa un’attitudine mentale ed emotiva incapace di integrare impegno e complessità, che genera una perenne insoddisfazione, una tendenza all’eccessiva autocritica o all’esaltazione di sé.

La chiave di svolta, in questo stallo, sta nel passare da una motivazione basata sulla perfezione ad una fondata sull’eccellenza, recuperando un approccio proattivo e, soprattutto, ridefinendo il rapporto con l’errore.

Per il perfezionista l’errore è inammissibile, è uno scarto dal modello immaginato che va evitato a tutti i costi; la paura di sbagliare può diventare un blocco che si trasforma in mancanza di volontà e inattività. L’errore, invece, in quanto parte dell’esperienza umana, deve assumere un significato differente e diventare una fonte di apprendimento, una sorta di verifica che permette avanzamenti successivi.

Motivarsi all’eccellenza significa svolgere al meglio i propri compiti e le proprie attività cercando di acquisire tutti gli strumenti che consentono di risolvere problemi sempre più complessi in un ambito preciso. Ciò implica abituarsi a darsi degli obiettivi impegnativi, ma raggiungibili, definire un metodo, e investire le proprie energie in una particolare direzione allo scopo di dare il proprio contributo originale al gruppo, alla comunità, al contesto di riferimento.

Per farlo può essere utile fare periodicamente il punto della situazione, focalizzarsi sui propri miglioramenti e sviluppi, ridefinire i programmi a seguito di un errore.

Il successo dato dall’eccellenza implica dedizione, una combinazione di abilità e sforzo che, moltiplicata per il tempo, incrementa competenze e conoscenze: è così che si sviluppa il proprio talento!


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