QUANTO CONTA ARRIVARE A DESTINAZIONE?

Facebook Linkedin Instagram

Ho mosso gli ultimi passi del Cammino di Santiago sentendo dentro di me sempre più chiara la consapevolezza che, in realtà, arrivare a destinazione non è così importante se non si è vissuto a pieno tutto il percorso prima; è proprio lì, nei momenti e nelle esperienze che accadono mentre sei concentrato sull’obiettivo, che ti conosci, cresci, coltivi la tua felicità.

 

Per chiunque toccare con mano il punto ultimo del Cammino è un’emozione intensa: pianti, sorrisi, festeggiamenti accompagnano spesso l’arrivo in Plaza do Obradoiro; dopo giorni o settimane di fatica gli ultimi passi sembrano quasi interminabili ma, più si avanza, più ci si carica di gioia che esplode in una comune esclamazione: “ce l’abbiamo fatta!”.

Camminare fino alla meta è entusiasmante, così come avere un obiettivo da raggiungere, che sia un luogo, un progetto, un lavoro, un sogno, non solo è stimolante e accresce la fiducia in noi stessi, ma è anche utile alla nostra crescita e alla nostra realizzazione in termini professionali, personali e relazionali.

Ora, però, vi chiedo: conta davvero camminare fino a destinazione? Si, conta, ma, a parer mio, non così tanto come prestare attenzione ad ogni passo, ogni singola tappa che permette il suo raggiungimento; credo che il vero successo e la vera soddisfazione stiano nel cogliere quotidianamente, in ogni ostacolo, in ogni opportunità che si presenta sul sentiero un modo per conoscere se stessi, superare i propri limiti, affrontare le difficoltà, mettere in gioco le proprie potenzialità.

..continua a leggere su apiediperilmondo.com