ACCOGLIERE CON IL CUORE

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Tra le potenzialità dell’essere umano, la gentilezza, l’amore e l’intelligenza sociale sono quelle che più si esprimono nel rapporto con gli altri; come tutte le altre, esse sono innate dentro di noi, ma non sempre riescono ad emergere in modo efficace, necessitano di allenamento. Alcune esperienze, in particolare, offrono una buona occasione per metterle in gioco e sperimentarsi. 

 

Il valore dell’accoglienza in Cammino è uno dei segni che rimane più impresso nei cuori dei pellegrini; dopo decine di chilometri e giorni di camminare, l’arrivo ad un rifugio ospitale è ciò che rende il viaggio un’esperienza davvero sentimentale. Sentirsi a proprio agio e a casa in un luogo straniero, che cambia quotidianamente, è fondamentale per mantenere un buon equilibrio interiore e solo chi ci è già passato sa quanto è importante terminare la giornata con un sorriso, uno sguardo di comprensione, una stretta amichevole ai quali consegnare per un momento la propria stanchezza e sofferenza, ma anche la gioia e l’entusiasmo.

Occorre una certa delicatezza, una predisposizione al donare disinteressato e anche grande impegno per vivere il cammino da hospitalero. Oltre al piacere di offrire un caloroso benvenuto, infatti, i compiti giornalieri possono includere il lavaggio dei pavimenti, la pulizia delle camere, il cambio delle lenzuola, la preparazione della prima colazione e, poi, il rendersi disponibili per dare consigli sulle successive destinazioni, sui servizi che può offrire la località in cui si è arrivati oppure per curare una vescica o una ferita: il tutto senza volere nulla in cambio. E ciò, in verità, avviene sempre più frequentemente.

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