IL TACCUINO DI VIAGGIO

Facebook Linkedin Instagram

Io lo consiglio sempre prima di iniziare un percorso di coaching: è un ottimo e utile compagno di viaggio

Il classico e piccolo taccuino di viaggio non passa mai di moda: dal Medioevo fino ai giorni nostri, artisti, intellettuali, esploratori e viandanti hanno utilizzato questo strumento per tenere traccia dei loro movimenti, annotando tutto ciò che, da diversi punti di vista, attirava la loro attenzione.

Inizialmente adoperati con un approccio metodico, come quaderni dove prendere nota di particolari edifici, dettagli costruttivi e paesi visitati, con il Rinascimento diventano una raccolta di osservazioni, studi e annotazioni a sostegno del nascente umanesimo, per lasciare spazio, poi, nel Settecento, importante passaggio di trasformazione sociale, alla descrizione di scene urbane e paesaggi.

Un crescente sviluppo che trova il suo apice espressivo nel XVII secolo quando, col diffondersi del Grand Tour (l’itinerario culturale nella bella Italia, considerato momento irrinunciabile della formazione di qualsiasi pittore, scrittore o giovane di nobile famiglia) nacque il carnet de voyage: un nuovo modo di raccontare le proprie esperienze fatto di schizzi ed acquerelli, atmosfere suggestive e scorci pittoreschi, angoli esotici e cieli tempestosi, realizzato sia per studiare opere e monumenti che per poterne conservare la memoria e l’emozione.

…continua a leggere su apiediperilmondo.com