CAMMINARE VICINO

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Partire o restare? cosa è più difficile?

Abbiamo sempre fatto riferimento al camminare come ad un modo per trovare nuove strade, differenti forme di espressione, per cercare se stessi, fuggire, scoprire, spingersi oltre perché è proprio questo continuo andare verso luoghi e destinazioni sconosciuti che ci entusiasma e ci fa brillare gli occhi, ci permette di mettere in gioco i nostri limiti, uscire dalla zona di confort.

Forse però non ci siamo mai soffermati a sufficienza su cosa significa, invece, saper restare, attraversare continuamente gli stessi paesaggi, le stesse vie, cercando di trarne il meglio, di coglierne ogni giorno i lati positivi; resistere, invece che scappare, ritornare di nuovo al punto di partenza invece che ricominciare da un’altra parte, girare in tondo cercando di sondare tutti gli “angoli” del piccolo mondo che si ha a disposizione, non mollare, nonostante l’apparente noia che si presenta davanti a noi.

Muoversi, sì, ma ritrovando sul proprio cammino gli amici di sempre, sapendo apprezzare tutte le loro qualità, partire ogni volta con lo stesso compagno di viaggio, nonostante le differenti modalità di affrontarlo, adattarsi a ciò che c’è già, invece di aggiungere dell’altro. Un esercizio utile a consolidare e rafforzare i propri punti di vista, piuttosto che tendere a svilupparne di nuovi.

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