FEBRUARIUS: PURIFICANTE

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Febbraio, secondo mese dell’anno del calendario gregoriano (introdotto nel 1582 da Papa Gregorio XIII sulla base del moto di rivoluzione terrestre), derivererebbe dal latino februum (atto/mezzo di purificazione) o februus (Februo, divinità etrusca degli inferi); in entrambi i casi con l’accezione di rendere puro, espiare.

Nell’Antica Roma, infatti, questo era il periodo dedicato a diversi riti di “lustrazione” per eliminare lo stato di impurità della cittadinanza e della città alla fine dell’anno religioso (februare populum).

I più famosi erano i Lupercalia, rituali di purificazione e fecondazione simbolica che si celebravano il 15 di febbraio, dedicati a Luperco, un’antico dio del pantheon romano, invocato a protezione della fertilità.

Parenti lontani di quello che sarebbe poi diventato il nostro Carnevale, i festeggiamenti erano particolarmente gioiosi e sfrenati.

Per questo pare vennero poi sostituiti da papa Gelasio I con la nuova festa cristiana del martirio di San Valentino, patrono degli innamorati.

Secondo altre fonti i Lupercalia deriverebbero dal culto di una divinità femminile, la Juno Februata (Giunone purificata),  invocata dalle donne per curare le febbri e per chiedere protezione durante la gravidanza e il parto.

Febbraio, in effetti, è anche il mese dell‘acqua (elemento purificante), da sempre associata al femminile, alla fertilità delle donne, al latte materno.

Non a caso,  il culto medievale per la Madonna del Latte e per le ‘sante galattofore’ è diffuso in varie parti d’Europa, soprattutto in prossimità di laghi, sorgenti, grotte sacre e fonti ritenute miracolose.

Altri riti consistevano in fiaccolate che si tenevano alle calende del mese (il primo giorno) per salutare il ritorno della luce; una tradizione successivamente trasformata in processioni cristiane legate al culto della Vergine (purificazione di Maria) e nella festa della Candelora, ricorrenza del 2 di febbraio in cui si celebra la presentazione di Gesù al Tempio.


• Purificare gli ambienti con salvia bianca, pianta considerata sacra da molti popoli nativi americani in grado di portare vie le tossine e dipanare energie pesanti, o palo santo, un albero tipico delle coste del Pacifico sud americano, appartenente alla famiglia degli incensi, utilizzato dalle popolazioni indigene (Maya, Incas e Manteña) sia per le sue numerose proprietà benefiche psico-fisiche che come rimedio spirituale di purificazione.

Purificare il corpo con bagni ai Sali o fanghi che, oltre ad eliminare le tossine, apportano oligoelementi e lasciano la pelle morbida e levigata.

Purificare la mente con una meditazione, cercando di allontanare i pensieri che scorrono con un immaginario vento/fumo di incenso.