LA MENTE MENTE, IL CORPO RICORDA

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Il termine mente è comunemente utilizzato per descrivere l’insieme delle funzioni del cervello e, in particolare, quelle di cui si può avere soggettivamente coscienza come, ad esempio, il pensiero, il ricordo, il ragionamento, l’immaginazione, l’intuizione.

Molte di queste facoltà, rintracciabili nella corteccia cerebrale, danno forma all’intelligenza, intesa come la capacità di acquisire ed elaborare stimoli ed informazioni per affrontare situazioni e prendere decisioni.

Sebbene ci sia ancora molto da scoprire sul suo funzionamneto, ciò su cui vorrei portare l’attenzione, in questo articolo, è il suo potenziale creativo; è proprio questa caratteristica, infatti, che può rendere la mente nostra amica oppure nemica.

Per comprendere questa dinamica (a favore o contro) dobbiamo innanzitutto prendere atto del fatto che la percezione che abbiamo della realtà è la conseguenza di un’attività soggettiva di interpretazione di ciò che ci arriva dall’esterno (parole, suoni, visioni, sensazioni), determinata da diversi fattori individuali: la struttura anatomica e neurologica del cervello, lo sviluppo e l’allenamento delle varie facoltà, la volontà di usarle, i desideri e gli impulsi inconsci (paure, ferite, aspettative, …).

Questo significa che, di fronte ad un medesimo evento, ognuno di noi seleziona e decifra informazioni e input in base alle sue esigenze interne, producendo una sua personale versione di ciò che sta accadendo.

Allo stesso modo, ma in senso contrario, ognuno di noi crea, proiettandolo verso l’esterno, ciò che vuole vedere o sentire, mosso esattamente dagli stessi meccanismi consci e inconsci (di difesa, attacco, fantasia, …).

In ogni momento, quindi, noi scegliamo cosa vedere (sentire, ascoltare, memorizzare, …) e, allo stesso tempo, possiamo scegliere cosa pensare.

Il cervello non distingue ciò che sta accadendo in un determinato momento fuori da noi, da ciò che, invece, immaginiamo: se stiamo vivendo un’esperienza di paura o stiamo pensando ad un evento pauroso del passato per la nostra mente non vi è differenza e, facilmente, proveremo la stessa emozione. Ciò vale, ovviamente, anche per gli stati d’animo positivi.

È proprio tenendo in considerazione questo sottile lavoro di interpretazione e creazione interiore che ci rendiamo conto di quanto possa essere ingannevole la mente, di come possa trarci in inganno o illuderci e di quanto sia labile il concetto di “realtà” (vera, assoluta).

Cosa accade, invece, al nostro corpo, cioè alla nostra struttura fisica fatta di cellule, tessuti, organi, quando entra in contatto con stimoli esterni? Memorizza e, successivamente, ricorda, manifestandosi attraverso diversi sintomi.

Le emozioni e tensioni che proviamo durante un particolare evento vengono registrate in un determinato punto del nostro sistema e si ripresentano ogni qualvolta abbiamo la percezione che quell’esperienza, piacevole o spiacevole che sia, si stia riproponendo ai nostri sensi.

Può accadere anche che il “segnale” si faccia sentire in maniera ricorrente ogni anno, nel medesimo giorno o periodo in cui si è presentato la prima volta, oppure che rimanga sempre acceso, come se in ogni momento stessimo vivendo quella specifica esperienza che lo ha generato.

Così i nostri muscoli, nel corso del tempo, sollecitati da continue reazioni di difesa, attacco, protezione definiscono la nostra postura, la nostra forma, il nostro atteggiamento corporeo.

Questa caratteristica del nostro corpo, unita al potere creativo della mente, ci può far riflettere su quanto siamo costantemente preda di noi stessi, delle nostre percezioni e memorie, ma, altrettanto, di come possiamo fare per prendere in mano la situazione quando qualcosa ci sfugge di mano o non identificarci con ciò che viviamo.