APRILIS: AMOREVOLE

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L’etimologia della parola aprile viene ricondotta al verbo latino aperire = aprire, in riferimento alla terra che si schiude per far emergere erba, fiori e germogli, ma anche al greco ἀφρός (aphròs) = spuma, in quanto mese dedicato ad Afrodite (o Venere), Dea dell’Amore, che, secondo la mitologia, nacque appunto dalla spuma marina.

Nonostante i diversi significati, è evidente che, in entrambi i casi, vi è un richiamo al concetto di apertura: della natura e del cuore.

Nell’antica Roma, infatti, questo era il periodo in cui venivano celebrati rituali in onore delle divinità femminili legate al risveglio dei sensi e dei semi

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In particolare ricordiamo i Veneralia, dedicati a Venere Verticordia (verso+corde = “volgimento del cuore”), la Dea che Ovidio, nei suoi Fasti, descrive così: “…diede la loro origine agli alberi e ai seminati, riunì insieme gli animi rozzi degli uomini e insegnò loro ad unirsi, ciascuno con la sua congeniale compagna”.

Per prepararsi alle celebrazioni, le donne erano solite lavarsi all’ombra di un mirto, pianta sacra alla dea, e, dopo aver offerto alla divinità omaggi floreali, bere il cocetum, una bevanda a base di latte, papavero pestato e miele che per le sue caratteristiche oppiacee le trasportava nel sonno e nell’oblio.

In generale, vi era l’invito a portare l’attenzione sulla fioritura, delle piante e dei sentimenti.