MAIUS: FERTILE

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Secondo alcuni storici, Maggio, dal latino Maius, potrebbe derivare da Maia, la dea romana della fecondità, della terra e dell’abbondanza: a lei era dedicato il primo giorno del mese con festeggiamenti beneauguranti per le settimane a venire.

Dopo la prima fioritura di Aprile, la natura, nutrita dal crescente sole, ritorna ad esprimere tutto il suo potenziale, riempiendo i rami di foglie, dando vita ai primi frutti, traboccando di colori: questo è il potere della Bona Dea.

A Maia si attribuisce anche la radice Ma di Madre e di Maggiore, in riferimento alla necessità di avere messi copiose e animali in salute per assicurare la sopravvivenza.

Le festività e i rituali di questo periodo erano quindi propiziatori per la raccolta dei prodotti delle campagne e, contemporaneamente, per la vita umana e per il suo perpetuarsi.

Alla fine del mese venivano festeggiati anche gli Ambarvali, una serie di riti celebrati in onore di Cerere, anch’essa venerata come divinità materna della terra e della nascita, nume tutelare dei raccolti.