JUNIUS: BRILLANTE

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Giugno, il sesto mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, deve il suo nome alla dea Giunone, protettrice dei matrimoni e dei parti e legata ai cicli lunari.

Con Giove, suo marito, e Minerva formava la Triade Capitolina, che costituiva il culto nazionale del popolo romano.

Pur non avendo un sacerdozio proprio, era ufficialmente servita dalla moglie del Rex sacrorum (Re delle cose sacre), una figura alla quale erano affidate le funzioni religiose compiute un tempo dai re, e dalla Flaminica, la moglie del Flamen Dialis (Flamine Diale), il sacerdote pubblico di Giove.

A Lei venivano offerti in sacrificio un agnello e una scrofa ogni I giorno del mese e un rito notturno ad ogni novilunio.

Ogni donna romana aveva la sua “giunone” personale che venerava come forza interiore e vivificante della femminilità così come un “genius” sovrintendeva alla forza maschile.

Raffigurata come una femmina dalle forme prosperose, ben rappresentava anche “l’esplosione” di luce che caratterizzava questo periodo, denominato anche Mese del Sole, in riferimento al Solstizio d’Estate, il giorno del massimo splendore.

A giugno i Romani concentravano la maggior parte delle loro festività, probabilmente perchè le condizioni metereologiche favorivano i festeggiamenti e perchè la natura, a cui molte divinità erano legate, iniziava ad esprimere il suo potenziale.