INTERSTELLAR E LA 5° DIMENSIONE

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#parentesicinemaeuniverso

Interstellar è un film fantascientifico del 2014 che narra la storia di un gruppo di astronauti che viaggiano attraverso un “wormhole”, un cunicolo spazio-temporale, in cerca di una nuova casa per l’umanità, ormai destinata alla rapida estinzione a causa delle pessime condizioni della Terra.

Oltre a raccontare un possibile e disastroso scenario futuro a cui potremmo veramente andare incontro, la pellicola può aiutarci, in qualche modo, a capire alcune teorie fisiche che regolano la nostra esistenza e di cui spesso fatichiamo a cogliere il significato.

Per trovare velocemente l’ipotetico nuovo pianeta abitabile, infatti, i protagonisti sfruttano alcune delle leggi scientifiche più affascinanti degli ultimi secoli: la relatività, la meccanica quantisica, la teoria del tutto.

Seguendo con attenzione ogni passaggio del film si può avere una pseudo rappresentazione di cosa significa utilizzare le “scorciatoie” che fanno da ponte tra universi paralleli, raggiungere pianeti lontanissimi, passare attraverso un buco nero, percepire il diverso scorrere del tempo, stare in assenza di gravità, comunicare con robot semi-senzienti, immaginare la quinta dimensione…

Tutti aspetti di cui sentiamo parlare, ma che difficilmente riusciamo a comprendere, soprattutto se non siamo studiosi o conoscitori della fisica.

Con un finale che ci ricorda che a muover tutto, in questo o in un altro universo, in terza o quinta dimensione non è ninet’altro che l’amore.