AJNA: LA VISIONE

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Situato al centro della fronte, tra le sopracciglia, il sesto chakra rappresenta quello che comunemente viene definito il “terzo occhio”, ovvero un ulteriore e invisibile mezzo di visione che si combina con i due fisici e ha a che fare con la percezione, l’intuizione, i simboli e il nostro punto di vista interiore.

L’elemento che lo caratterizza, perchè è quello che ci permette di vedere, è la Luce, che illumina, definisce il profilo e la forma delle cose, evidenzia le ombre.

Grazie ad essa siamo in grado di portare alla coscienza ciò che esiste dentro e fuori di noi attraverso immagini, schemi, archetipi, sogni.

Guardando questi contenuti con attenzione possiamo riconoscere la via per la trasformazione e indirizzare lì le nostre azioni.

L’evoluzione di questa capacità apre le porte alla chiaroveggenza e alla trascendenza.

Un disequilibrio del 6° chakra può manifestarsi in eccesso con fantasie ossessive, illusioni, assenza di radicamento, mancanza di discernimento oppure in difetto con difficoltà a visualizzare o a immaginare le cose in modo diverso, poco intuito, incapacità di vedere le sfumature.

Per portare ajna in armonia con consapevolezza si può iniziare lavorando con i sogni, imparando a ricordarli, a tenerne traccia e analizzarli, stimolare il pensiero visivo attravero la creatività, allenare l’immaginazione.

In particolare, sia in caso di eccesso sia in caso di difetto, è necessario recuperare le immagini o i ricordi che abbiamo represso o dai quali ci siamo dissociati e che hanno rubato energia alla nostra visione; oppure sanare il senso di vergogna che porta all’autoesame continuo e impedisce di guardare gli altri negli occhi.

Portare alla luce ciò che è dentro e attorno a noi ci permette di vedere con chiarezza la verità di ciò che ci accade, senza essere condizionati da aspettative, proiezioni o altri aspetti personali, e poter così rasserenare la mente affinchè ci guidi con coerenza.