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Quante volte vi siete chiesti “se tornassi indietro, se rinascessi”? poche? bene! molte? bene ugualmente! Ho scritto già diverse volte sul tema del rinascere e ricominciare, ci sono molti modi per provare a dare una svolta alla propria vita, questo è uno dei tanti!

Chi ha percorso il Cammino di Santiago sicuramente ne avrà avuto testimonianza: le persone, sul quel tratto di strada battuto ormai da secoli, cambiano. Qualunque sia la motivazione con cui ci si mette in viaggio, dentro ogni viandante c’è sempre un desiderio di trasformazione che chiede di essere realizzato e che troverà modo di esprimersi. Anche se non per tutti vi è un’immediata consapevolezza, nessuno torna da un’esperienza simile senza sentirsi un po’ diverso ed è questa la magia: il cammino rigenera, dà vita a qualcosa di nuovo.

Camminare in modo costante, infatti, ci costringe a rallentare e a vedere ciò che ci circonda con occhi differenti, ci permette di riflettere, meditare e dialogare con noi stessi in un contesto lontano da quello frenetico e stressante della quotidianità e, quindi, di modificare prospettiva e punto di vista. Tutto ciò non può che portare evoluzioni positive nella nostra vita e nel nostro modo di approcciarci ad essa.

A volte non è un processo che si innesca facilmente, può volerci un po’ di tempo per sentirne i benefici mentali, ma non c’è dubbio sul potere rinforzante che può avere il mettersi in cammino (verso Santiago o altre mete), soprattutto in particolari fasi della vita in cui “andare avanti con le proprie gambe” non è solo un motto metaforico, ma un concreto strumento per superare momenti di difficoltà e ricominciare una nuova esistenza.

VIANDANTI CHE RINASCONO

Non è un caso che, in mezzo alle tante storie che ho sentito personalmente o ho letto in questi anni, risaltino senza dubbio quelle di persone che hanno alle spalle un vissuto di sofferenza e fatica e che hanno trovato nell’esperienza del camminare un’occasione di riscatto.

Donne e uomini in viaggio per ritrovare un po’ di serenità dopo un grave lutto o una perdita; ragazzi disabili, costretti in una condizione difficile, che hanno visto nel cammino un’opportunità per mettersi alla prova e una sfida per testare la propria autonomia e resistenza fisica. Esseri umani che hanno attraversato un lungo periodo di sconforto fatto di lotte ed ostacoli da superare in cerca di pace e un po’ di respiro.

Persone che hanno scelto di camminare per modificare abitudini che non servivano più o che avevano causato fratture nel rapporto con gli altri, magari con la famiglia, o altre che avevano bisogno di prendersi del tempo per se stesse, lontano da tutto e tutti. E ancora, viaggiatori che desideravano rimettersi in gioco, uscire dall’isolamento e darsi la possibilità di entrare in relazione con degli sconosciuti, conoscere il mondo o che, al contrario, sentivano di dover stare in solitudine e disintossicarsi da amicizie superficiali.

E poi c’è anche chi è partito senza particolare motivo, mosso da un senso di insoddisfazione e apatia, e ha trovato nell’aiutare gli altri, nell’imparare ad ascoltare, nel non giudicare, nel fermarsi e nell’attendere un nuovo significato.

RINASCERE AD OGNI PASSO

A differenza del parto reale, nel nostro viaggio spirituale non possiamo sapere quando avverrà il momento della rinascita, potrebbe essere alla tappa finale o in un luogo anonimo non segnalato, potrebbe anche essere che tutto ricominci solo una volta tornati a casa o che sia necessario proseguire il cammino verso nuove mete, ma sicuramente arriverà un giorno in cui l’anima si sentirà libera di risplendere.

Da quell’istante in ogni passo inizieremo a sentire il peso del passato diminuire, piano piano abbandoneremo le maschere che ci siamo costruiti, per timore o vanità, ci renderemo conto dei comportamenti che in realtà non ci appartengono, delle convinzioni che non sono frutto della nostra coscienza, degli schemi con i quali abbiamo messo in fila le nostre priorità.

Quel senso di oppressione e fastidio si alleggerirà, gli attacchi di panico si faranno meno frequenti, la nostra vera essenza ritornerà a farsi sentire, dopo mesi o anni di buio. Riprenderemo il contatto con la natura delle cose, che è fluida e mutevole, e daremo di nuovo valore alla lentezza e al cambiamento perché è solo in questo modo che si può crescere e migliorare, dare alla luce una nuova vita.


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