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Le parole, a volte, sono solo un mezzo che utilizziamo per non sentire e sentirci…

Ho detto molte volte che un’escursione in montagna, una passeggiata nei boschi o una camminata tra borghi e verdi colline può essere l’occasione per scoprire la meraviglia della natura e, attraverso di essa, anche la nostra bellezza interiore. Tutti i luoghi dove i sentieri si immergono in modo spontaneo nel mondo fatto di prati, alberi e ruscelli ci permettono di viaggiare con gli occhi e con la mente, ricompensando con immensa gioia la fatica dei lunghi tragitti e il peso dello zaino.

Tra la tranquillità dei monti e i colori dei fiori primaverili, le emozioni dei nuovi incontri e i riflessi del sole sulle acque, riempiamo il nostro cuore di immagini e sensazioni che ci confortano e ci infondono una carica positiva. E così, procedendo, mossi dai piedi, ma anche dallo spirito, possiamo godere di tutte le sfumature, le forme e i vari profumi che ci circondano, ma soprattutto sentire il silenzio, e grazie ad esso, dare ad ogni manifestazione il giusto valore.

ASCOLTARE SE STESSI

Si cammina e si ha il tempo per riflettere e rendersi conto di quanto possano essere importanti ed emozionanti le cose semplici e insostituibili, come il cielo azzurro sopra le nostre teste o le farfalle che ci svolazzano attorno. Si percepiscono le cose in maniera differente, si entra in contatto più profondo con la loro essenza e si dà respiro all’anima, ma bisogna saper ascoltare i propri passi per comprendere davvero il senso del tempo e della vita che scorre.

Camminare nel silenzio è il modo migliore per dare voce alle parti di noi che abbiamo dimenticato, per prestare attenzione alle cose che solitamente ci sfuggono, per riconoscere la nostra fragilità di fronte alla potenza della Madre Terra e la nostra connessione con l’ambiente in cui siamo immersi e che ha bisogno di essere protetto e rispettato.

Ascoltare la natura e ascoltare se stessi in modo consapevole, senza far rumore, contribuisce a pulire il corpo e la mente dalle tossine accumulate e ci permette di avvicinarci al nostro essere più autentico, in sintonia con l’energia vitale. Attraverso il silenzio possiamo creare quel vuoto che ci consente di abbandonare i pensieri e lasciarci andare a ciò che è e sarà, senza timore di perdere il controllo.

OSSERVARE

Ciò non significa necessariamente essere soli, anzi, nel procedere con qualcuno al nostro fianco, possiamo comprendere molte cose di noi stessi e dell’altro. Nell’osservare il nostro e l’altrui passo possiamo, infatti, accorgerci di quanto siamo diversi, delle varie velocità, delle modalità con cui si poggia il piede, della postura e degli atteggiamenti che ognuno di noi mette in atto per avanzare.

Possiamo, ad esempio, capire che tipo di camminatori siamo: curiosi che preferiscono perdersi e scoprire nuove strade per caso, avventurosi che si fanno ispirare dai sentieri impervi o ambiziosi che puntano dritto alla meta? Oppure possiamo renderci conto di chi è ansioso e tende a stare sempre un metro davanti a noi, come se volesse farsi rincorrere, di chi si stanca facilmente, si trascina e ci chiede in qualche modo di rallentare, di chi si appoggia e vuole un aiuto, ma anche di chi cammina in equilibrio ed armonia, con passo tranquillo e sereno e ci mostra che c’è ancora possibilità di migliorare l’andatura.

Nel silenzio la visione si amplia e, nel contempo, si crea un dialogo ben più profondo di quello fatto con le parole. Quando capita di camminare con una persona allo stesso ritmo e senza necessità di aprir bocca, si avverte un’emozione particolare, un legame speciale, sottile. Non sottovalutate questa esperienza! Si dice, infatti, che coloro che riescono a camminare insieme in silenzio, senza annoiarsi, hanno davvero molte parole in comune.


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