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Cosa significa essere spontanei? come è possibile spogliarsi da ogni condizionamento? agire in simbiosi con il fluire continuo delle cose?

Il wu wei è un importante fondamento del Taoismo che può essere tradotto come “azione senza sforzo” o “azione senza azione” ed è considerato la Via per mantenere il perfetto equilibrio con la natura, con l’evoluzione intrinseca delle cose.

A differenza di quanto si possa pensare, non si tratta di un’esortazione alla passività, bensì di un invito ad adottare un approccio alla vita che suoni in accordo con il fluire armonioso del cosmo e dell’energia che pervade l’intero Universo, materiale e non: una sorta di “movimento consapevole” che assecondi l’avvenire spontaneo degli eventi.

Secondo l’antica dottrina cinese, per riuscire a raggiungere questo stato, bisognerebbe abbandonare ogni pregiudizio e preconcetto, rimanere aperti e ricettivi a ciò che accade attorno a noi ed accogliere la realtà in tutte le sue diverse manifestazioni.

ESSERE NEL FLUSSO

L’obiettivo del wu wei dovrebbe essere quello di raggiungere la massima spontaneità, non intesa come il semplice piacere di fare qualsiasi cosa si desideri, ma la capacità di adattarsi in maniera disinvolta al flusso costante di trasformazione in cui siamo immersi per poter entrare completamente in armonia con i normali processi della natura.

Bisognerebbe essere come l’acqua, dicono i Maestri, che è in continuo movimento, può assumere qualsiasi forma, riempire qualsiasi contenitore, fermarsi di fronte ad una diga, tornare a scorrere, quando l’ostacolo si sposta, dividersi in tante gocce e poi riunirsi, erodere la roccia con delicata persistenza. 

Non lottare per ottenere qualcosa, come facciamo normalmente, ma stare in tutti gli eventi della vita con la stessa naturalezza che proviamo quando ci perdiamo in un’attività coinvolgente, nella quale mettiamo in gioco noi stessi senza sforzo e tutto scorre in maniera fluida, come in una conversazione con amici, durante la quale ci adeguiamo a ciò che emerge senza particolare affaticamento o programmazione.

Un po’ come vivere nel famoso “qui ed ora“, lasciare che le cose accadono e reagire di conseguenza.

CAMBIARE PROSPETTIVA

Non una cosa semplice, in effetti, ma comunque possibile, grazie alla pratica; come per ogni grande obiettivo, per raggiungere il wu wei bisogna allenarsi: sviluppando sempre più la capacità di rimanere connessi col resto del mondo per riuscire ad ampliare la nostra visione e a cambiare frequentemente prospettiva.

Perché la spontaneità possa davvero esprimersi, infatti, dovremmo iniziare a percepire ogni avvenimento come uno spazio/luogo aperto, in continua espansione e movimento, e a rompere l’abitudine di vedere le cose solo attraverso il nostro punto di vista e le nostre regole.

Uno dei suggerimenti utili per intraprendere la Via è quello di porsi abitualmente delle domande che iniziano con “e se…?come, ad esempio, “e se fossi un insetto, cosa accadrebbe ora?“; in questo modo è possibile allenarsi a sospendere il giudizio sulla realtà così come la si sta sperimentando ed immedesimarsi in un soggetto con uno stato d’animo e una percezione diversi.

Questo esercizio, applicato durante un cammino o un viaggio a piedi, può essere una buona occasione per vivere il percorso in maniera differente ad ogni passo e ad ogni tappa e, al contempo, imparare a guardare ciò che ci accade con occhi sempre nuovi: un’opportunità per ampliare gli orizzonti e acquisire quella capacità di affrontare ogni momento della vita con naturalezza.

E se avessi una bacchetta magica, cosa faresti adesso?


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