SVADHISTHANA: LA DOLCEZZA

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Situato nella zona sacro-lombare, il secondo chakra introduce il primo movimento di tutto il sistema energetico. Qui regnano le emozioni (da ex-movère = muovere fuori), ciò che ci permette di spostare lo sguardo oltre i nostri piedi ed iniziare a percepire ciò che abbiamo attorno.

Le informazioni sensoriali che riceviamo seguono le mutevoli correnti dell’acqua ed invitano ad assecondare il cambiamento, a far scorrere, lasciare andare.

Senza questa capacità di fluire ed entrare in contatto con l’esterno, non è possibile fare esperienza del mondo, individuare ciò che è piacevole per noi ed arrendersi ad esso.

Solo così può nascere ed esprimersi il desiderio, l’anelito ad andare oltre, a trovare soddisfazione alle proprie necessità, comprese quelle sessuali che, in questo caso, rappresentano la nostra energia vitale e l’incontro con ciò che è altro da noi.

Lo spostamento di attenzione tra dentro e fuori ci permette di prendere confidenza con il dualismo e la polarità e, attraverso l’attrazione dell’opposto, riconoscere le nostri parti ombra per poterle integrare, portare alla coscienza ciò che è nascosto.

Immergersi completamente nelle acque significa farsi avvolgere, sentire sulla pelle e saper accogliere tutto ciò che emerge dal profondo, entrando in sintonia anche con ciò che provano gli altri.

Se non entriamo in intimità con noi stessi e con gli altri, allontaniamo la possibilità di conoscerci e, di conseguenza, manifestare le nostre volontà.

A nutrire le nostre pulsioni non dovrebbe esserci nè colpa nè vergogna, ma solo dolcezza, come quella del miele che racchiude piacere, attrazione, gioia.

Un disequilibrio del 2° chakra può manifestarsi in eccesso con stati emotivi intensi, dai quali si può diventare dipendenti, eccessiva sensibilità, bisogno continuo di contatto, incapacità di creare confini rispettosi di sè e degli altri, necessità di stimoli e piaceri costanti oppure in difetto con un corpo dai movimenti rigidi e goffi, difficoltà a lasciarsi andare, delimitazioni molto salde per proteggere la propria fragilità, rifiuto di ciò che procura piacere, isolamento e rassegnazione, timidezza e problemi sessuali.

Per portare svadhisthana in armonia con consapevolezza bisogna prendere contatto con le proprie emozioni, sperimentare una sana sessualità, accogliere il cambiamento senza perdere stabilità, agevolare ed accompagnare il movimento, ripristinare il naturale processo di guarigione di traumi e ferite.

In particolare, in caso di carenza, è utile ridisegnare il rapporto con i propri istinti sessuali, lavorare sulla vergogna e/o il senso di colpa, dare spazio alle emozioni, mentre, in caso di eccesso, bisogna imparare ad esercitare il controllo, creando percorsi alternativi all’energia, a regolare la risposta emotiva.

Saper fluire nell’oceano tumultuoso delle emozioni significa saper oscillare tra gli opposti riuscendo a mantenere il proprio centro, conferisce la capacità di abbandonarsi al piacere, senza perdersi, di lasciarsi andare al movimento.


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