AVATAR E IL MONDO PERDUTO

Facebook Linkedin Instagram

#parentesicinemaeuniverso

Avatar è un film del 2009, ambientato su Pandora, una luna del gigante pianeta Polifemo, appartenente al sistema stellare Alfa Centauri.

Siamo nel 2154 e su questo mondo primordiale ricoperto da bellissima e rigogliosa vegetazione vive una specie di umanoidi senzienti chiamati Na’vi, alti pù di 3 metri, con la pelle bluastra e una coda “neurale” che permette di percepire segnali energici e cinetici emessi dalle creature e dalle piante, oltre a quelli del satellite stesso.

Una compagnia terrestre ispeziona l’ambiente tramite avatar, ibridi creati in laboratorio che possono muoversi liberamente senza essere intossicati dall’atmosfera nociva agli umani.

Ciò che mi colpisce di questa pellicola è la rappresentazione di un mondo e un popolo rispettosamente connesso con la natura dalla quale dipende il benessere fisico e spirituali dei suoi abitanti.

La popolazione nativa, infatti, è devota ad Eywa, la Grande Madre fatta di tutte le cose viventi, protettrice dell’equilibrio naturale di Pandora che si manifesta in tutte le creature del satellite come “cellule” di un unico organismo vivente.

Il più forte e potente legame con questa entità è l’Albero delle Anime, considerato uno strumento attivo della Volontà divina poichè in grado di estrarre le sue radici dal terreno e usarle per connettersi, spontaneamente o sotto richiesta, al sistema nervoso di una qualunque creatura vivente.

Questo “rapporto empatico” è alla base delle interazioni di ogni essere esistente su Pandora: una visione molto lontana dal nostro sistema attuale e che può farci riflettere su quanto ci siamo allontanati dal contatto profondo con il luogo che ci ospita.