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Cosa significa giudicare? perché è così difficile non farlo?

Giudicare è una abilità dell’Essere Umano: tutti ne siamo capaci e tutti ne subiamo le “conseguenze”, in un modo o nell’altro.

Letteralmente il suo significato può assumere diverse sfaccettature; nel vocabolario, infatti, si trovano le seguenti definizioni:

a. esercitare la facoltà del giudizio ≈ discernere, pronunciarsi, vagliare, valutare
b. formulare dentro di sé o esprimere un giudizio di valore, di merito, di biasimo, ecc.
c. emettere un verdetto, una sentenza – [con presunzione] sentenziare, sputare sentenze
d. esprimere valutazioni su qualcuno, avere una certa opinione  ≈ considerare, credere, pensare, reputare, ritenere, stimare.

Tra l’elenco vi è anche una descrizione che fa riferimento al giudicarsi, cioè all’esprimere giudizi su se stesso ≈ considerarsi, credersi, pensarsi, reputarsi, ritenersi, stimarsi. 

Di per sé il giudizio non dovrebbe avere un’accezione negativa, ne tantomeno positiva, poiché dovrebbe essere semplicemente una manifestazione del pensiero, della riflessione e dell’analisi: insomma, una dimostrazione di tutte le principali facoltà della mente.

Tutto dipende da come viene formulato: se le parole che utilizziamo sono rivolte al comportamento (e non alla persona) e la comunicazione è sincera e rispettosa, non può che essere visto come un mezzo per confrontarsi e crescere. 

Ciò che lo rende fastidioso, alle orecchie di chi lo sente pronunciare (e di chi lo pronuncia), è la modalità con cui viene espresso, che è strettamente connessa con la percezione e l’intenzione di ognuno.

L’incomprensione, prima che fuori, sta dentro di noi, nel divario tra ciò che siamo e ciò che pensiamo di noi stessi e di ciò che ci circonda e nella rete delle nostre emozioni ed è condizionata dal nostro livello di coscienza e autostima.

Spesso e volentieri, ciò che diciamo o ascoltiamo come giudicante è una rivelazione del nostro mondo interiore, basata su quello che conosciamo o meno di noi stessi, sulle nostre convinzioni e sulla qualità dell’amore che rivolgiamo a noi e agli altri: in definitiva, se guardato profondamente, con un occhio lucido e distaccato, ciò che non tolleriamo nell’altro è una rappresentazione di parti che non tolleriamo di noi stessi.

Per questo giudicare ci appartiene così tanto, per questo il primo giudizio da smantellare è quello verso di sé.


 

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