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Vi siete mai soffermati a chiedervi che cos’è la felicità? e il benessere? sono la stessa cosa? sono collegati?

Il dizionario ne da rispettivamente le seguenti definizioni:

~ 1. condizione, stato d’animo di chi è pienamente appagato, soddisfatto nei propri desideri, che ha lo spirito sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni – 2. ciò che procura contentezza – 3. ciò che è del tutto adeguato, riuscito, opportuno

~ 1. stato armonico di salute, di forze fisiche e morali/spirituali – 2. gradevole sensazione di soddisfazione, appagamento psicofisico – 3. condizione prospera di fortuna, agiatezza.

e, nel leggerle, potremmo effettivamente trovare delle corrispondenze, delle similitudini.

Personalmente credo ci sia, in realtà, una fondamentale differenza tra i due concetti: la felicità dovrebbe essere indicata come un “processo“, mentre il benessere come uno “stato“.

PROCEDERE O STARE

La felicità è l’insieme dei passi che formano il nostro percorso di autorealizzazione: un susseguirsi di sentimenti positivi che ci indicano che stiamo procedendo sulla strada giusta messi, però, talvolta alla prova da difficoltà o sofferenze, che intervengono per suggerirci correzioni o cambi di direzione.

Il benessere è la sensazione che si prova mentre si è impegnati e/o coinvolti in un’attività piacevole e utile, durante la quale ci si prende cura di sé (esercizio fisico, massaggi, lettura), si coltiva una buona relazione (chiacchierate, cene, giochi, vacanze con famigliari, amici, colleghi) o si mettono in pratica le proprie abilità e competenze (lavoro, hobby, volontariato).

Di conseguenza, la vera felicità non può essere solo un attimo, un sporadico e contingente, ma una continuità di momenti; essa comprende il benessere, ma non è riconducibile esclusivamente alle emozioni positive, poiché, per poter crescere e svilupparsi, deve attingere anche dalle ombre e dal buio.

Secondo il principio eudemonico, una persona è felice se trova un’armonia complessiva fra ciò che è, ciò che fa e ciò che ama nei contesti in cui vive e in corrispondenza ai propri desideri, aspirazioni e potenzialità.

Per raggiungere questo equilibrio è necessario un allenamento quotidiano teso all’espressione completa di sé, fatto di soddisfazioni e gratificazioni, ma che implica anche sconfitte e cadute. È da ciò che dipende la sua autostima, il suo potere creativo e la predisposizione al cambiamento, il suo contributo al bene comune.


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